ADD AND REMOVE

Realtà e immaginazione nell’ era digitale

10 MARZO > 20 MARZO 2012

ART.LAB ARTE CONTEMPORANEA

LUCA GRECHI - LAPO SIMEONI

Vernissage: Sabato 10 marzo 2012 dalle ore 18.00

Testo di: Isabella Vitale

 

I nuovi media continuano a cambiare in profondità il rapporto tra arte e rappresentazione.

Abbandonata  la maniera che oggi ormai si può definire obsoleta di rappresentare il mondo, l'arte si rigenera costantemente macinando ed elaborando immagini del "passato", anticipando ogni forma e tecnica del "presente" e diventando così "forma multiforme" di una visione sociale "futura".

Gli artisti utilizzano migliaia di immagini ritrovate in un bacino mediatico sempre più vasto, immenso.

Selezionano le immagini decisive e significative per l'espressione del loro linguaggio stilistico, le modificano, aggiungendone altre o cancellando quei dettagli da loro reputati superflui. Ed è a questo processo selettivo di togliere e aggiungere che si ispira

 la mostra "ADD AND REMOVE"; una forma di comunicazione attenta ai  vecchi e ai nuovi media artistici.

L’impatto con l’arte oggi avviene spesso attraverso il “fenomeno multimediale” - di cui dispone l’artista e ne (usu)fruisce lo spettatore ossia per mezzo di tecniche sempre più sofisticate che rendono l’espressione artistica, o più semplicemente la comunicazione, accessibile alla società definita di massa. Ne scaturisce un fenomeno irresistibile diviso nei due estremi di accettazione e repulsione e spesso di distruzione dei rapporti umani, del singolo individuo che tende e protende verso l’alienazione. 

Lo stesso individuo che può e deve essere risvegliato attraverso un “evento scioccante” . Ed è appunto lo “choc” inteso come fenomeno “extra- ordinario” - ossia che esce fuori da quella consuetudine a cui ci si abitua, senza più far caso all’originalità o all’esclusività di un evento, qualsiasi esso sia - che deve servire d’aiuto per  risvegliare la coscienza e la conoscenza della realtà. 

Si parla di eventi mediatici, fenomeni di massa, si perde di vista la singolarità, l’individualità della persona che la caratterizza e di conseguenza dei rapporti umani, quelli veri, reali. Ed è a questo punto che l’arte fa la sua entrata in scena, utilizzando in maniera diversa ciò che ci viene offerto ogni giorno.

A cominciare dalla corrente artistica della “Pop Art”, l’arte viene vissuta in un modo nuovo e diventa più accessibile perché proposta come merce. Di conseguenza subentra l’accesa riflessione sulla distruzione dell’aura, motivo di discussione di tanti filosofi, critici dell’arte ed artisti stessi. Che dopo una distruzione, ci sia una ricostruzione, questo è indiscutibile.

Tale  ricostruzione può essere messa in atto dall’artista, il quale si adopera a rincollare i pezzi di quella realtà frantumata, distrutta ma non dimenticata, per riproporla in maniera nuova e creare così una nuova visione: “l’'immagine si pone come saldatura fra la materia e la memoria” ( “Matière et Mémoire” - Bergson).

Così nei lavori di Lapo Simeoni  come in quelli di Luca Grechi, l’immagine fa la sua apparizione e si materializza nella loro espressione artistica in due modi ben distinti, ma profondamente connessi  tra loro, come a esorcizzare l’aspetto velleitario di ricostruzione. 

La mostra vuole sviluppare  così quel dialogo tra realtà e rappresentazione inteso sotto forma di “icone mediatiche” e  

“immagini  oniriche”.

Dialogo ben enfatizzato nelle opere di Lapo Simeoni,  il quale indaga e rappresenta la realtà e gli effetti del consumismo globalizzato, attraverso l'analisi iconografica di alcuni degli  eventi più significativi accaduti recentemente, con lo scopo di adempiere attraverso l’arte alla sua missione politica, contemplativa e di riflessione. Nell’opera “Lachrymatory” esposta alla mostra ADD and REMOVE, egli espone  una sorta di teca che contiene appunto immagini rappresentanti un volto scandito in più frame  munito di una maschera antigas: una scena presente e passata, sicuramente futura,  la stessa quasi identica che si propone al nostro sguardo in situazioni di guerriglie a rappresaglie. La teca funge da contenitore della memoria come a conservare meglio l’evento,  ma il passare del tempo è sottolineato dalla componente naturale che in questo caso è  rappresentata  da limoni veri e propri posti all’interno della teca, gli stessi utilizzati dalle persone manifestanti per proteggersi dai fumogeni. Sarà  il processo naturale di “decomposizione” dei limoni a farci rendere conto del tempo trascorso. A non dimenticare. 

Molto più "onirici" i lavori di Luca Grechi, che portano "attraverso" un viaggio e un’indagine, più visionaria che visiva, come se dal dialogo tra realtà e rappresentazione ne scaturisse una confessione intima di se stessi. Nell’opera  intitolata “Magnum chaos” composta da 168 disegni, l’artista ci propone e ci illustra “stati mentali estremi, idee non convenzionali, o mondi di fantasia elaborati. Lavori creati dalla solitudine e da impulsi creativi puri e autentici” , citando le parole di Dubuffet nel dare la sua definizione di “Art Brut”.